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Breve presentazione
della stagione teatrale 2006/07  |
mercoledì 8 novembre
ore 21.00
COSE DI MUSICA

in concerto
Peppe Servillo
voce
Mimmo Ciaramella
batteria
Fausto Mesolella
chitarra
Vittorio Remino
basso
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Un’altra variazione sul tema dalla Piccola Orchestra. Prestati Ferruccio Spinetti al duo contrabbasso e voce con Petra Magoni e Mario Tronco e Peppe D’Argenzio all’Orchestra di Piazza Vittorio gli Avion Travel si apprestano ad affrontare gli appuntamenti della stagione invernale in una formazione inedita, il quartetto.
In questo particolare assetto Peppe Servillo, Fausto Mesolella e Domenico Ciaramella si avvalgono della collaborazione di Vittorio Remino che degli Avion è stato il primo bassista.
Un’occasione non solo per suonare in un modo diverso, ma anche per proporre canzoni diverse, solitamente estranee al repertorio live. Un ottimo pretesto per sperimentare una forma nuova e accattivante, senza tradire lo spirito sognante e l’ironia di sempre.
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mercoledì 22 novembre
ore 21.00
COMPAGNIA DEL TEATRO
DELL’ARGINE

di
Nicola Bonazzi
e Mario Perrotta
interpretato e diretto da
Mario Perrotta |

Se sei emigrante la prima cosa che ti devi imparare è che nna enùta (una venuta) è solo nna enùta, mentre la turnàta è per sempre... - Due termini per indicare la stessa cosa: il ritorno. Ma la differenza è fondamentale. Me l'hanno spiegata con parole semplici ma inequivocabili. Nna enùta, è nna fesseria, il tempo di guardarsi attorno veloci, senza mettere a fuoco i luoghi e le facce, per ripartire subito e dimenticare.
La turnàta, invece, è altra cosa... vuol dire che hai raggiunto l'obiettivo, ti sei sistemato, puoi mettere a fuoco, ricordare le facce e i luoghi perché ora stai per tornarci, definitivamente.
Nna enùta è nna fesseria, la turnàta è altra cosa! Vuole dire che ti sei sistemato…
E alla fine degli anni sessanta molte erano le “venute”, magari anche con la macchina – …ché chi partiva in treno, tornava in macchina, sennò che tornava a fare…- magari con una macchina nuova multiaccessoriata - …versione Sport, pelliccia sui sedili, volante in pelle e doppia marmitta che tuona, per dare un sentimento di potenza a chi ti guarda…-, -Se sei emigrante la prima cosa che ti devi imparare è che nna enùta (una venuta) è solo nna enùta, mentre la turnàta è per sempre... - Due termini per indicare la stessa cosa: il ritorno. Ma la differenza è fondamentale. Me l'hanno spiegata con parole semplici ma inequivocabili. Nna enùta, è nna fesseria, il tempo di guardarsi attorno veloci, senza mettere a fuoco i luoghi e le facce, per ripartire subito e dimenticare.
La turnàta, invece, è altra cosa... vuol dire che hai raggiunto l'obiettivo, ti sei sistemato, puoi mettere a fuoco, ricordare le facce e i luoghi perché ora stai per tornarci, definitivamente.
Nna enùta è nna fesseria, la turnàta è altra cosa! Vuole dire che ti sei sistemato…
E alla fine degli anni sessanta molte erano le “venute”, magari anche con la macchina – …ché chi partiva in treno, tornava in macchina, sennò che tornava a fare…- magari con una macchina nuova multiaccessoriata - …versione Sport, pelliccia sui sedili, volante in pelle e doppia marmitta che tuona, per dare un sentimento di potenza a chi ti guarda…-, magari anche con la moglie bionda, biondissima, anche lei superaccessoriata - …ché chi partiva scapolo, tornava con la femmina, sennò che ci era andato a fare…- ma sempre di “venute” si trattava, per poi ripartire e dimenticare, come veri cìncali, zingari sì, ma zingari della memoria, senza una terra da chiamare “casa”.
Le turnàte invece erano poche ed erano un’avventura... Accendere la macchina, passare la frontiera, arrivare sino a Bologna dove finisce l’autostrada. Arrivare nel Salento dove finisce l’asfalto. Arrivare a casa dove finisce tutto. Allora vuole dire che ti sei sistemato…
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martedì 12 dicembre
ore 21.00
ITC 2000 e
FONDAZIONE TEATRO
STABILE DI TORINO

suggestioni
dall’opera letteraria di
Luigi Meneghello
testi
Marco Paolini,
Gabriele Vacis
e Antonia Spaliviero
con
Mirko Artuso
e Natalino Balasso
regia di
Gabriele Vacis
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Nel 1989 debuttava a Torino uno spettacolo di Marco Paolini, Antonia Spaliviero e Gabriele Vacis - con lo stesso Paolini e Mirko Artuso - che portava sulla scena le suggestioni di Libera Nos a Malo, l’opera letteraria di Luigi Meneghello che tanta notorietà portava alla vita in provincia, con il sapore di un dialetto in cui riconoscere le proprie origini.
A distanza di 15 anni, Gabriele Vacis riporta in scena quella fortunata creazione. Ma chi poteva sostituire Marco Paolini?
Con Mirko Artuso, oggi è Natalino Balasso, un altro attore veneto molto amato dal pubblico, a dar voce e carattere ai personaggi creati da Meneghello. L’opera di Meneghello, con la sua carica di poesia e di ironia, è l’oralità di un gruppo trasformata in scrittura da un artista. Natalino Balasso e Mirko Artuso, in Libera Nos, rifaranno il percorso a ritroso: cercheranno di ridare voce, suono e “presenza” alla parola scritta
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martedì 19 dicembre
ore 21.00
CSS TEATRO STABILE
DI INNOVAZIONE DEL FVG

testo da
“Ouverture russa” di Heiner Müller e “Flauto di vertebre” di Vladimir Majakovskij
regia
Paolo Mazzarelli
con
Paolo Mazzarelli
scene e luci
Lino Musella
e Paolo Mazzarelli
in collaborazione con
Armunia Festival Costa degli Etruschi |

Con questo nuovo lavoro Mazzarelli torna alla forma monologo per interpretare due personaggi che nascono dall’intersezione di due testi Ouverture russa di Heiner Müller e Flauto di vertebre di Vladimir Majakovskij. Due testi immersi nella violenza e nelle lacerazioni individuali e collettive provocate dalla Seconda guerra mondiale. Due personaggi che sono due possibili direzioni di una storia, due parti di una coscienza in lotta, due forze opposte di stessa intensità che cercano di annientarsi.
Ouverture russa è il primo frammento di un testo di Heiner Müller e narra in prima persona la storia di un comandante dell’esercito russo che resiste nel 1941, all’assedio nazista di Mosca, costretto a condannare a morte un proprio ufficiale che pur di non combattere è arrivato a spararsi alla mano. È proprio tra la responsabilità della scelta e la sua effettiva messa in atto che, nella coscienza del comandante e in quella dell’uomo condannato, scoppia l’inferno e con esso il teatro. In questo momento “che sembra durare tutta una vita” si innesta il secondo testo, Flauto di vertebre di Vladimir Majakovskij, poema giovanile in cui sono presenti tutti i grandi temi del poeta russo, espressi con dirompente potenza espressiva. Il racconto teatrale “entrerà nella testa” del sottotenente condannato, e darà voce alla sua “ultima ora” per esprimere una fervente dichiarazione d’amore verso una donna che lo porta a fuggire la guerra, per il bisogno di amarla.
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mercoledì 10 gennaio
ore 21.00
FOX & GOULD
ASSOCIAZIONE TEATRALE
PISTOIESE

di
Joe Orton
regia
Andrea Brambilla
con
Andrea Brambilla (Zuzzurro),
Nino Formicola (Gaspare),
Orsetta De Rossi, Eleonora D’Urso, Renato Marchetti e Matteo Micheli
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In "Ciò che vide il maggiordomo" Orton riprende temi ricorrenti della nuova drammaturgia britannica (paura, alienazione, omosessualità, potere) con uno stile personale che trova nel dialogo paradossale e arguto in parte influenzato da O. Wilde e dal teatro dell'assurdo un risultato espressivo notevole supportato da una costruzione dell'azione brillante e frenetica.
L'azione si svolge interamente in tempo reale nello studio psichiatrico del dottor Prentice. Situazioni imbarazzanti, tentativi di seduzione, scambi d'identità, aggressioni e inseguimenti.
In una folle corsa fatta di litigi, diagnosi affrettate e nascondimenti tra corsie e infermerie troviamo oltre al protagonista un apprendista segretaria un po' troppo ingenua, la moglie nevrotica e ninfomane del primario, un allucinante e irreprensibile ispettore sanitario, un giovane e maldestro fattorino d'albergo, un poliziotto con dubbie capacità investigative.
Il ritmo sfrenato delle battute e l'ossessione per la trama ricordano la struttura del vaudeville francese e del teatro dada. Orton si diverte a costruire un meccanismo ad orologeria che fa saltare qualsiasi certezza e stravolge tutte le logiche, con una grande sagacia linguistica tipicamente inglese, tratteggiando però dei personaggi assolutamente credibili.
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martedì 23 gennaio
ore 21.00

di
Stefano Massini
regia
Sergio Fantoni
con
Ottavia Piccolo
Vittorio Viviani
e Silvano Piccardi
scene
Gianfranco Padovani
costumi di
Joanka Micol Medda |

Ci sono idee - frammenti di luce, indizi di storie - che incontri una volta e non ti lasciano più.
Erano anni che tenevo chiusa in qualche cassetto della mente la traccia di un Processo a Dio all’indomani della Shoah. Immaginavo quel processo come una resa dei conti: violenta, acuta, drastica.
Sicuramente un appuntamento non più rimandabile, un guardarsi negli occhi fra terra e cielo. Tutto questo stava in quel cassetto, insieme a squarci di azione, atmosfere abbozzate, profili delineati come uno schizzo al carboncino.
Ed ogni volta che, per caso, quel cassetto si apriva, puntualmente mi assaliva la voglia di tentare una forma scritta, traducendo finalmente in dialogo quella scommessa così estrema, per me fascinosa, densa, intrigante. Giorno dopo giorno ha preso vita sulla carta la febbre di Elga Firsch, attrice ebrea di Francoforte che a tutti i costi vuole Dio alla sbarra.
E ancora - giorno dopo giorno - le si sono affiancati il rabbino Nachman difensore di Dio, il giovane Adek smanioso di vendetta, lo Scharführer Reinhard relitto del Reich e i due anziani Solomon e Mordechai, giudici severi di un processo che non può non farsi gara dura, senza esclusione di colpi, combattuta con l’istinto feroce dei sopravvissuti, di chi – marchiato dal lager – brucia per la rabbia di un massacro tanto barbaro quanto assurdo, indecifrabile, insensato.
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mercoledì 7 febbraio
ore 21.00
IRMA SPETTACOLI

di
William Shakespeare
con
Lella Costa
regia
Giorgio Gallione
musiche originali
Stefano Bollani |

Amleto e il fool, l'ultimo degli alchimisti o il primo degli intellettuali "moderni" (così ce lo descrivono le saghe nordiche),a confronto con matti, buffoni, melanconici malcontenti, giullari.
Da qui partirà il nostro spettacolo: "si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano" dice il poeta.
L'intellettuale e il pazzo sono dai tempi di Shakespeare figure totem della drammaturgia e dell'arte, in perenne equilibrio tra eccentricità e malattia. Convenzioni teatrali che rappresentano la diversità e lottano contro "la pestilenza della consuetudine". Spesso proiezioni satiriche del drammaturgo o veicolo delle sue idee divergenti, i fool usano parole e intelletto per ridicolizzare valori e norme e giocano in maniera eversiva con la pazzia, per spesso precipitarvi dentro loro stessi: perplessi, schizofrenici, comici spaventati guerrieri.
E se il nordico Amlodi delle origini è l'"idiota", l'Amleto di Shakespeare accentra su di sé tutte le possibili varianti del pazzo e del simulatore, è insieme realtà e rappresentazione, metodo e follia. Partire da questo contrasto è un'occasione per guardare al passato e al presente, per parlare di devianza e normalità, di reclusione e malattia, comicità e malinconia. Così le parole di Amleto si intrecciano a quelle dei matti Feste, Touchstone e Freccia, del fool di Lear, ma anche delle pazze Ofelia e Giulietta. Sta nascendo un Amleto 'fool immersion' raccontato, evocato e riletto alla luce dei mille altri Amleto possibili, un'opera sulla risata e sul potere, filtrata dalla sensibilità sorridente e profonda di Lella, un po' Sara Bernard e un po' Buster Keaton.
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giovedì 15 febbraio
ore 21.00
ARGOT PRODUZIONI

di
Sergio Pierattini
con
Maria Paiato
costumi
Sandra Cardini
luci
Sara Pascale
regia
Maurizio Panici |

Una casa che reca ancora sulla facciata i segni, la riga nera, dell'alluvione, quella accaduta in Polesine nel 1951.
Il testo racconta le paure, le angosce e le malinconie vissute da Maria Zanella, costretta dalla sorella a vendere quella casa, rovinata dall'alluvione, dove è nata e cresciuta e che è intrisa dei suoi ricordi. Maria riuscirà a dare un'originale risposta alle sue paure, quelle che l'assalgono di notte, e che sono quelle di tutti coloro che conoscono l'inesorabile dolore del distacco da ogni luogo affettivo.
La Maria Zanella è un atto d'amore doloroso, come una partitura sulla memoria, sulla perdita d'identità e sul desiderio di non essere abbandonati a sé stessi
Maria Paiato è un'attrice capace di dare vera emozione. Mobile, vera, asciutta, senza un gesto o un tono retorico, restituisce la figura tenera e drammatica di una giovane donna della bassa padana, segnata nella sua salute mentale dalla alluvione del 1951.
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mercoledì 28 febbraio
ore 21.00
ASSOCIAZIONE
FANTASIA IN RE

(fuori abbonamento)
Melodramma Giocoso
in 2 atti
libretto
Felice Romani
musica
Gaetano Donizetti
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Personaggi e interpreti
Nemorino (tenore)
Alejandro Escobar
Adina (soprano)
Manuela Kriscak
Belcore (baritono)
Carlo Morini
Dulcamara (buffo)
Fulvio Massa
Giannetta (soprano)
Silvia Felisetti
Coro Lirico Verdiano di Parma
Orchestra Sinfonica
dei Cantieri d’Arte
maestro concertatore
e direttore
Stefano Giaroli
scene e costumi
Artemio Cabassi
ArteScenica - Reggio Emilia
regia
Paolo Panizza
assistenti ai costumi
Monica Conti, Claudia Lusuardi
maestro alle luci
Luciano Pellicelli
capo squadra tecnica
Renato Artoni
segreteria artistica
Claudia Catellani
segreteria organizzativa
Elena Cattani |
mercoledì 7 marzo
ore 21.00
TEATRO AMBRA JOVINELLI

di
Christian Simeon
regia
Gabriele Vacis
con
Francesca Reggiani
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New York.
Martedì 11 settembre 2001.
Jeanne, una musicista francese, che abita a New York deve tenere una audizione fondamentale per la sua carriera con un celebre direttore d’orchestra.
Alle 7,38 del mattino si accorge che il suo fidanzato, Greg, che lavora al World Trade Center, portandosi via le chiavi di casa, l’ha bloccata nell’appartamento.
Da quel momento ha soltanto poco più di un’ora per uscire di casa e non saltare l’audizione.
In questa situazione quasi boulervardienne – unico complice il telefono - Jeanne, cerca tutte le soluzioni possibili per uscire dall’appartamento, non ultima quella di convincere Greg a ritornare a casa per aprire la porta.
La posta in gioco di questa corsa contro il tempo non riguarda solo la sua carriera musicale: infatti Jeanne, malgrado il panico crescente, può forse percepire la tragedia che incombe.
Riuscirà ad uscire da casa ?
Sarà Greg che le aprirà la porta?
CONTROTEMPO è un racconto nel quale lo spettatore tra ironia e dramma si trova a rivivere la grande tragedia dell’11 settembre attraverso una piccola storia quotidiana alla fine della quale si renderà conto di aver percepito una realtà completamente differente da quella che si è svolta sulla scena
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giovedì 1 marzo
ore 21.00
FOX & GOULD
THREE IN THE WAY

Compagnia Vientos
del Sur de
Buenos Aires
con
Erica Boaglio
e Adrian Aragon
coreografie
Adrian Aragon
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L’amore, la seduzione, la notte, gli incontri, le feste, il calcio: questo è PASIONES. Uno spettacolo che rompe definitivamente con lo schema tradizionale delle rappresentazioni del tango, trasformandosi in un musical capace di conquistare, coinvolgere, commuovere. Non solo tango, ma danza moderna e musical, luci suggestive e coreografie altamente spettacolari, per uno show mozzafiato, che unisce all’emozione e alla magia del tango, l’energia e la forza sorprendente del musical e dello spettacolo di strada. Adrian e Erica, ideatori dello spettacolo, hanno danzato sui migliori palcoscenici del mondo. Con la loro compagnia materializzano sul palcoscenico le storie del cuore dell’Argentina, svelandone l’anima più popolare e catapultando lo spettatore in un turbine di vere e proprie…PASSIONI.
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mercoledì 11 aprile
ore 21.00
STEMAL

di
Massimo e Alessandro Lopez
con
Massimo Lopez
e la Big Band
Jazz Company
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Perché è stato grande e resterà un grande, Frank Sinatra? Ce lo racconterà con il cuore e con la mente Massimo Lopez in una serata speciale di alto livello artistico e musicale secondo la migliore tradizione americana per ricordare e testimoniare il valore di un’eredità artistica e umana. E’ questo lo scopo di un grande evento che ha come protagonista assoluta la musica e la vita di Frank Sinatra che hanno costituito un’epoca durata oltre 65 anni.
Uno spettacolo articolato attraverso le canzoni del grande Frank intepretate da Massimo Lopez, ed il racconto della sua profonda ammirazione verso l’opera del cantante americano. Il tutto seguendo un preciso percorso narrativo che darà a Massimo Lopez la possibilità di raccontare in varie sfaccettature sia di se stesso che dell’uomo e dell’artista Sinatra.
Un tributo autentico, come è quello che Massimo Lopez vuole rendere a “The Voice”, ha bisogno oltre allo stesso Lopez, anche di una big band, che con Massimo Lopez, condivida l’emozione di riascoltare Sinatra e il suo indimenticabile swing.
Una serata di 100 minuti di alta qualità musicale e di risate garantite dalle gag e dagli estemporanei momenti di intrattenimento brillante ed imitazioni che Massimo Lopez regalerà al suo pubblico.
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