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giovedì 24 marzo
ore 21.15
- Anno 2010
- Durata 129’
- Origine USA
- Genere THRILLER
- Regia CLINT EASTWOOD
- Attori Matt Damon, Cécile de France, Frankie McLaren. George McLaren
» TRAMA |
Una giornalista parigina, un operaio di San Francisco e uno ragazzino londinese vengono toccati dalla morte con differenti modalità. Marie, dopo essere stata trascinata in acqua dallo tsunami in Indonesia, si trova a vivere un'esperienza tra la vita e la morte (…) George ha la facoltà di mettersi in contatto con i morti e per lungo tempo si è guadagnato da vivere come sensitivo. (…). Marcus ha perso il fratello gemello Jason in un incidente stradale ed è alla disperata ricerca di alcune risposte. (…). Ognuno dei protagonisti cercherà di riuscire a rispondere alle domande che da sempre assillano l'essere umano: cosa c'è oltre la morte? Come può una persona scomparire per sempre? Chi rimane, come può continuare a vivere?
"A ottant'anni, ma ancora nel pieno della giovinezza artistica, Clint Eastwood ha deciso di affrontare la domanda delle domande in maniera diretta e sconvolgente: esiste qualcosa oltre la morte? Un'avvertenza. Non si tratta di un film di genere. (...) Con un materiale simile qualsiasi regista e qualsiasi sceneggiatore finirebbero inghiottiti in una terra di nessuno fra il bizzarro e il sentimentale. Non questo regista e non questo sceneggiatore, Peter Morgan, che aveva già dato prova di talento in film completamente diversi come 'Frost-Nixon' e 'The Queen'. Non manca nulla del necessario per fare un bel film. La forza delle immagini e dei dialoghi, il tocco magico nel filmare le città, la recitazione memorabile dei protagonisti, compresi i piccoli gemelli, e di alcuni comprimari, a cominciare da Bryce Dallas Howard nella parte di Melanie, fuggevole possibilità per George di una vita normale. Ma 'Hereafter', è il caso di dirlo, va molto aldilà di un bel film. Grazie allo sguardo del regista, che non smette di meravigliare. Carico di pietas sulla vita delle cosiddette persone normali infinitamente più affascinanti degli uomini che fanno la cronaca e la storia." (Curzio Maltese, 'La Repubblica', 5 gennaio 2011)
NOTE: Produttori esecutivi: Steven Spielberg e Peter Morgan.
Candidato all’oscar 2011 per i migliori effetti visivi
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giovedì 31 marzo
ore 21.15
- Anno 2010
- Durata 111’
- Origine GRAN BRETAGNA
- Genere COMMEDIA
- Regia STEPHEN FREARS
- Attori Gemma Arterton, Roger Allam
- Bill Camp, Dominic Cooper, Luke Evans
» TRAMA |
Tamara, un tempo timida e bruttina, da quando vive a Londra ha completamente stravolto il suo look così come il suo modo di essere ed è diventata una vera femme fatale, oltre che una brillante e celebre giornalista. Quando Tamara torna a Ewedown, il suo paese natale, per vendere la casa della madre, la gente del posto, tra cui la sua vecchia fiamma Andy, stentano a riconoscere in lei il 'brutto anatroccolo di un tempo e ovunque lei vada mette in moto un processo di invidia, scandali e pettegolezzi per la sua ambizione, la sua indipendenza e il suo sex appeal. In realtà, nel paese Tamara si sente un timido e vulnerabile pesce fuor d'acqua. Avrà veramente dimenticato chi era e chi amava?
"È un film delizioso. Si ispira a un fumetto, ma non è un film di supereroi. (...) E' una fiaba, ambientata in un lussuoso 'ostello' per scrittori in crisi, e imperniata su storie di corna multiple che esplodono quando nel paesino torna 'Tamara Drewe', la rampolla di una famiglia che è emigrata a Londra, si è rifatta il naso ed è diventata bellissima. Il film è divertentissimo, anche se nel finale prevede morti e feriti e una carica di mucche degna di un western!" (Alberto Crespi, 'l'Unità', 19 maggio 2010)
"Amori, tradimenti, risate, colpi di scena e applausi a scena aperta per il secondo film inglese, dopo 'Another Year', visto al Festival: 'Tamara Drewe', diretto da Stephen Frears e interpretato dall'emergente Gemma Arterton, una bellezza castana di cui sentiremo ancora parlare, già attrice teatrale scespiriana e Bond Girl in 'Quantum of Solace'. L'eclettico regista di 'My Beautiful Laundrette', 'The Queen', 'Chéri' porta sullo schermo una graphic novel molto popolare lontanamente ispirata a 'Via dalla pazza folla' di Thomas Hardy." (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 18 maggio 2010)
NOTE: Fuori concorso al 63 Festival di Cannes (2010)
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giovedì 7 aprile
ore 21.15
- Anno 2010
- Durata 130’
- Origine CANADA FRANCIA
- Genere DRAMMATICO
- Regia DENIS VILLENEUVE
- Attori
Lubna Azabal, Melissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Rémy Girad
» TRAMA |
Alla morte della madre Nawal, i gemelli Jeanne e Simon Marwan vengono convocati dal notaio Lebel per la lettura del testamento. Lebel, oltre a comunicare loro le ultime volontà di Nawal, consegna ai fratelli anche due lettere, una indirizzata a un padre che credevano morto e l'altra a un fratello di cui ignoravano l'esistenza. Dopo lo shock iniziale Jeanne e Simon partiranno alla volta del Medio Oriente per scoprire il passato della loro famiglia, di cui in realtà non sanno quasi nulla...
"Ancora i Radiohead in un film al Lido dopo la colonna sonora del loro bassista Johnny Greenwood per 'Norvegian Wood'. Ancora la guerra in Medio Oriente vista dal punto di vista di una donna come in 'Miral'di Schnabel. Eppure 'Incendies' di Danis Villeneuve (Giornata degli Autori) è superiore rispetto ai titoli citati. (...) Finale con devastante colpo di scena che rimane nella testa, per sempre. Che ci fa un filmone così fuori dal Concorso?" (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 4 settembre 2010)
"Non fatevi depistare né dal titolo poco eccitante, anche se sarebbe stato più giusto 'La donna che canta da cani', né dalla lentezza della prima parte. (...) Non uscite dunque a metà, perché quando tutti i tasselli del complicato mosaico vanno al loro posto, il film prende quota con un'intensità davvero rara. E tenete a mente la protagonista, Lubna Azabal: magnifica." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 gennaio 2011)
NOTE: Menzione speciale alle giornate degli autori (Venezia 2010)
Candidato all’Oscar 2011 come miglior film straniero
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giovedì 14 aprile
ore 21.15
- Anno 2010
- Durata 132'
- Origine U.S.A.
- Genere DRAMMATICA
- Regia RICHARD J. LEWIS
- Attori Dustin Hoffman, Paul Giamatti, Rosamund Pike, Minnie Driver, Rachelle Lefevre, Bruce Greenwood, Scott Speedman
» TRAMA |
Il 70enne ebreo canadese Barney Panofsky, cinico e devastato, decide di scrivere la sua personale 'versione' dei fatti riguardanti le sue memorie e soprattutto sulla morte dell'amico Bernard "Boogie" Moscovitch, di cui a suo tempo era stato accusato.
"Il film è più bello perché il libro di Mordecai Richler è stato scritto per essere visto: era già una fantasia cinematografica. Ma il film è più bello anche perché toglie il grasso ad un romanzo troppo lungo, ad un libro-vetrina più recensito che letto. Di sicuro Barney è tale e quale. Ma solo nel film, grazie alla faccia straordinariamente qualunque di Paul Giamatti, se ne capisce il successo. (...) Non è più vero che film e libri sono cose diverse. E quelle battute a ripetizione alla Woody Allen sono letteratura-cinema. (...)
(Francesco Merlo, 'La Repubblica', 11 gennaio 2011)
"Chi se non Paul Giamatti? Chi più Barney Panofsky di lui? Nessuno, appunto. Per chi abbia letto il capolavoro del canadese Mordecai Richler, la scelta era una e sola: lui, a confermare che il meglio attore è un corpo pensante e, soprattutto per gli adattamenti, una eco sulla retina della nostra immaginazione. (...) Bravissimo lui, brave le spalle: il padre Dustin Hoffman e le belle signore Rosamund Pike, Minnie Driver e Rachelle Lefevre e bravino il regista esordiente Richard J. Lewis, che illustra con brio le tragicomiche vicende del nostro. Insomma, pollice alto per un ottimo antipasto: leggete il romanzo, perché la coscienza (il flusso di coscienza) di Barney è rimasta lì." (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 13 gennaio 2011)
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giovedì 21 aprile
ore 21.15
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Anno 2010
- Durata 129’
- Origine GRAN BRETAGNA
- Genere DRAMMATICO
- Regia MIKE LEIGH
- Attori
Jim Broadbent, Ruth Sheen, Oliver Maltman, Lesley Manville
» TRAMA |
La vita di coppia di Gerri e Tom, del loro figlio Joe e dei loro amici si sviluppa nell'arco di un ciclo che passa per le quattro stagioni. Un anno che trascorre tra amori non corrisposti e amori che nascono, speranza e disperazione, gioia e tristezza, gelosia e solitudine... intanto il tempo passa.
"L'inizio di 'Un altro anno' si riallaccia al film più bello del regista inglese, 'Il segreto di Vera Drake', Leone d'Oro a Venezia nel 2004, col volto ostile e sfuggente di Imelda Staunton, che per quel film vinse la coppa Volpi per la miglior attrice. Non la vedremo più nel resto del film, ma è anche la chiave per capirlo: la psicologa che non sa più come incrinare il suo rifiuto di curarsi le chiede cosa vorrebbe, e lei risponde, 'un'altra vita'. Un'altra vita è quella di Gerri e Tom, una coppia sposata da 40 anni che vive in perfetta armonia di gesti, parole e pensieri, dentro l'angusta cucina, la domenica a lavorare insieme nell'orto, i ricordi della giovinezza battagliera in giro per il mondo. Stanno invecchiando serenamente, imbruttendo insieme, continuando ad amarsi e amando il loro buon figlio trentenne. Una vita diversa dalla loro è quella di Mary, collega di Gerri, che trascina la sua bellezza che gli anni stanno spegnendo, nella solitudine, nei rimpianti, nel vino, nelle finta allegria, nelle chiacchiere interminabili, nelle occhiate agli uomini più giovani. Il tempo scorre, primavera, estate, autunno, inverno, il tempo va avanti, va avanti la famiglia, con i suoi fidanzamenti e i suoi morti: un altro anno per tutti, con un futuro per alcuni, e nessuna altra vita per altri (...)."
(Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 16 maggio 2010)
NOTE: Fuori concorso al 63 Festival di Cannes (2010)
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LADRI DI CADAVERI (BURKE & HARE) |
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giovedì 28 aprile
ore 21.15
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Anno 2010
- Durata 91'
- Origine GRAN BRETAGNA
- Genere COMMEDIA
- Regia JOHN LANDIS
- Attori
Simon Pegg, Andy Serkis, Isla Fisher, Jessica Stevenson
» TRAMA |
Edimburgo, XIX secolo. Burke e Hare sono due eccentrici assassini che, decisi a racimolare un bel gruzzolo per cambiar vita e aiutare una bella e vivace attrice in cerca finanziamenti per la sua nuova commedia , mettono su un commercio di cadaveri atto a rifornire la facoltà di medicina dell'università locale, in particolare due medici rivali: il dottor Knox e il dottor Monroe, i quali ambiscono entrambi al prestigioso Sigillo Reale e all'allettante premio in denaro che il Re consegnerà a chiunque compierà il maggior progresso nel campo della medicina. Tuttavia, la richiesta di cadaveri si dimostra superiore alle aspettative…
"Di criminali, ma con ben altro taglio, parla 'Burke&Hare', film che segna il ritorno alla regia di John Landis. Un rientro brillante, con una commedia noir che racconta la storia vera di una coppia di spiantati che ai primi dell'Ottocento procacciavano, senza farsi troppi problemi, cadaveri per le ricerche del Medical College di Edimburgo. La sfida era di riuscire a rendere simpatici, ma comunque credibili, due mostri (Simon Pegg e Andy Serkis), due serial killer atipici, assassini non per disordine mentale ma per soldi: per cinque sterline non esitavano, in assenza di materiale «naturalmente» disponibile, a procurarsi cadaveri freschi tra i miserabili della città. Landis, ci riesce con bravura e genialità, strappando risate anche nelle scene più crude. E ironizzando implicitamente sulle non infrequenti contraddizioni del progresso scientifico. Richiamandosi ad analoghe commedie macabre, in particolare 'Sangue blu' e 'La signora omicidi', il regista prende una storia sinistra e le conferisce grande arguzia e stile, raggiungendo il giusto equilibrio narrativo e comico.(…)
(Gaetano Vallini, 'L'Osservatore Romano', 31 ottobre 2010)
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giovedì 5 maggio
ore 21.15
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Anno 2010
- Durata 100’
- Origine USA
- Genere DRAMMATICO
- Regia
DEBRA GRANIK
- Attori
Jennifer Lawrence, John Hawkes, Kevin Beznahan
» TRAMA |
La 17enne Ree è alla disperata ricerca del padre scomparso. L'uomo, che ha un processo in corso ed ha impegnato la casa di famiglia per pagare la sua cauzione, se non si presentasse al processo lascerebbe Ree, la madre malata e i fratelli più piccoli in mezzo a una strada. Per salvare la famiglia e scoprire che fine abbia fatto suo padre, Ree metterà a repentaglio la sua stessa vita, scontrandosi contro un muro di omertà, menzogne, sotterfugi e minacce.
"Un film memorabile, secco come una scudisciata e toccante come una ballata popolare. Questo è 'Un gelido inverno', americano e indipendente, candidato a quattro Oscar, girato in digitale con meno di due milioni dollari, molto premiato al Sundance Festival di Robert Redford. Non è una storia allegra, non si ride mai, si parla di indigenza rurale, di famiglie spezzate Tuttavia è un film da vedere, come omeopatica alternativa al commedificio imperante, al pari di titoli sfortunati come 'Another Year' o 'La donna che canta'. (...) A tratti viene da pensare a 'Un tranquillo week-end di paura', a quel mondo primitivo e selvaggio, tipicamente redneck, che rifiuta una certa idea di civilizzazione. Ma 'Un gelido inverno' non è una metafora darwiniana sul rapporto tra gente di città e gente di campagna, il tono è quasi documentaristico, fotografia a luce naturale, musiche ridotte all'osso o integrate in senso diegetico nella storia (...), scene di vita quotidiana, come scuoiare gli scoiattoli, cucinare lo stufato, sparare ai cervi, strimpellare il banjo sotto il portico. Il mondo dei cosiddetti hillbillies, ma descritto senza i consueti cliché, dall'interno, lasciando che il giudizio morale, non consolatorio, scaturisca da fatti, discorsi, superstizioni. Jennifer Lawrence, bionda, gli occhi chiari, di una bellezza ruspante esaltata dai consunti abiti montanari, fa di Ree un'eroina minorenne che non sarà facile dimenticare.(…) (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 18 febbraio 2011 )
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giovedì 12 maggio
ore 21.15
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Anno 2010
- Durata 110’
- Origine USA
- Genere PSICOLOGICO
- Regia DARREN ARONOFSKY
- Attori
Natalie Portman, Vincent Cassel, Mila Kunis, Barbara Hershey
» TRAMA |
New York. Nina è una ballerina professionista la cui vita è completamente assorbita dalla danza. Al contempo, la ragazza è ossessivamente dominata dalla madre Erica, un'ex ballerina che esercita su di lei un controllo soffocante. Quando il direttore artistico Thomas Leroy decide di rimpiazzare l'etoile Beth MacIntyre per il balletto d'apertura della nuova stagione, 'Il lago dei cigni', Nina è la sua prima scelta, ma al suo posto potrebbe subentrare Lily, una nuova ballerina che lui apprezza in egual misura. Oltre alle qualità tecniche, 'Il lago dei cigni' richiede una ballerina che possa interpretare un doppio ruolo: quello del cigno bianco, aggraziato e innocente, e quello del cigno nero, astuto e sensuale. Nina è perfetta per il primo ruolo, ma la sua ossessiva ricerca della perfezione tecnica non le permette di tirare fuori il suo lato più spregiudicato, necessario a caratterizzare il personaggio oscuro...
"'Black Swan' del giovane americano Darren Aronofsky è una vera botta, un colpo al cuore, una sincope nel respiro del cinema. Ancora più grande perché totalmente inaspettata, da parte di questo regista altalenante (...) pieno di alti quanto di bassi, capace di immaginare ma non sempre di realizzare. Con 'Black Swan', interpretato da un'inimmaginabile Natalie Portman (assieme a Vincent Cassel, Mila Kunis, Winona Rider, Barbara Hershey), Aronofky va a spiare nel mondo della danza classica, così come tre anni fa aveva fatto per quello della boxe. Stessa ossessiva fisicità, stesso sudore, stesso tormento alla ricerca del riscatto e della perfezione del gesto, stessa viscerale passione. Per l'arte, che per i due protagonisti coincide con la vita. (...) Nella parte di Nina, Natalie Portman fa un salto di qualità assolutamente inaspettato, andando molto oltre i ruoli sinora affrontati (candidata all'Oscar per 'Closer' nel 2004). Ma quello che succede alla brava attrice su questo set è qualcosa che va al di là della sua volontà. E' il frutto di un'opera d'arte che diventa tale nel suo farsi, che trascina tutto e tutti verso la perfezione, che decide essa stessa dove andare e chi portare con sé. E' la magia dell'arte che si fa cinema e il cui cammino si completa solo all'arrivo in sala. Dove noi, spettatori, mettiamo il punto finale con la nostra meraviglia e con l'emozione."
(Roberta Ronconi, 'Liberazione', 2 settembre 2010)
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giovedì 19 maggio
ore 21.15
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Anno 2010
- Durata 106’
- Origine USA
- Genere COMMEDIA
- Regia LISA CHOLODENKO
- Attori
Jullianne Moore, Annette Bening, Mark Ruffalo, Mia Wasikowska
» TRAMA |
Nic e Jules stanno insieme da anni e sono abituate agli alti e bassi della loro storia d'amore, anche se spesso Jules, che si occupa della casa e ricopre pienamente il ruolo di madre, si sente trascurata da Nic, sempre impegnata nel lavoro. La coppia ha due figli, concepiti in provetta con lo stesso uomo che però i ragazzi non hanno mai conosciuto. La figlia maggiore, Joni, è una studentessa modello, sta per compiere 18 anni e partire per l'università. Suo fratello Laser ha 15 anni e preoccupa le sue mamme, consapevoli di quanto particolare sia gestire un adolescente maschio nell'età dello sviluppo e in apprensione per la sua amicizia con Clay, un coetaneo problematico e in costante cerca di guai. Un giorno Laser chiede a sua sorella di aiutarlo: ha il desiderio di conoscere finalmente il padre naturale e lei, che ha appena raggiunto la maggiore età, può farne richiesta formale. Joni non ne sente il bisogno, ma decide di accontentare il fratello e insieme lo vanno a trovare. Paul, proprietario di un ristorante bio-organico, si rivelerà un tipo decisamente sui generis e ne combinerà di tutti i colori, portando scompiglio in famiglia.
"Ecco un prodigio fatto a film, che nel suo genere è senza precedenti. Perché superando ogni cliché tragi/comico del gay movie, racconta con intelligenza, arguzia, raffinatezza e sano umorismo la quotidianità di un normale nucleo famigliare alle prese con gli alti e bassi della vita di relazione. Osannato ai festival internazionali, vincitore del Golden Globe, ma purtroppo trascurato agli Oscar per cui era candidato (supreme la sceneggiatura e la performance della Bening), appartiene a quel cinema di cui non ci si stanca mai. Tra i migliori titoli di questi mesi. Da vedere e rivedere e rivedere."
(Anna Maria Pasetti, 'Il Fatto Quotidiano', 10 marzo 2011)
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giovedì 26 maggio
ore 21.15
- Anno 2009
- Durata 118
- Origine USA
- Genere DRAMMATICO
- Regia DAVID O. RUSSEL
- Attori
Mark Wahlberg, Cristian Bale, Amy Adams, Melissa Leo
» TRAMA |
L'ascesa nell'Olimpo della boxe del pugile "Irish" Micky Ward, conosciuto da tutti per la sua lealtà e la sua determinazione. Ad aiutarlo e sostenerlo nell'impresa sarà il suo fratellastro Dicky Eklund, ex pugile divenuto celebre per aver combattuto contro Sugar Ray Leonard, che si è reinventato allenatore ma la cui vita burrascosa mette a serio repentaglio tanto la propria esistenza quanto la carriera di Micky, gestita agli esordi dalla madre Alice e dal fratello Dicky, appunto. Nonostante l'impressionante gancio sinistro Micky continua a perdere sul ring. Viene quindi persuaso dalla sua ragazza Charlene a staccarsi dalla famiglia e cambiare allenatore per perseguire i suoi interessi, ma quando gli viene offerta l'opportunità di combattere per il titolo Micky capisce che avrà bisogno del fratello e di tutta la sua famiglia per poter vincere.
"Due fratelli sul ring, due ganci diversi, entrambi Caino ed entrambi Abele. (...) La boxe ha dato al cinema molti grandi momenti: vedendo 'The fighter' si pensa sia a 'Toro scatenato' di Scorsese per l'omerica violenza del ring sia a 'Rocco' di Visconti per il discorso sulla famiglia. Ma soprattutto David O'Russell, il regista missing di 'Three Kings', riesce a mescolare pubblico e privato inserendo, in uno sport virile assai, la presenza, spesso impietosa, delle donne, con un ritratto di matriarcato di provincia, malvestito e trash, difficile da dimenticare, a partire dalla strepitosa Melissa Leo ('Frozen River'), la matriarca che ha vinto l'Oscar da non protagonista insieme all'altro jolly, Christian Bale, di nuovo quasi scheletrico dopo 'Batman', il fratello dalla psiche aggrovigliata (come tutti) cui non sfugge un sorriso o un'occhiata di serenità. E poi c'è Mark Wahlberg, da anni in allenamento per un ruolo che sembrava di Pitt e di Damon ma che invece è arrivato nella sua guizzante muscolatura e nella sua apatica, dolente espressività grazie anche a un personale curriculum che gli assicurava massima identificazione di malato e offeso dalla vita. Un film che sembra uscito dalla fucina dell'America indipendente anni 70, con tutti i suoi eccessi e le cattive maniere in bella mostra ma con una verità intima che esce da ogni fotogramma, finendo infatti senza scosse nei titoli di coda nelle vere immagini dei due fratelli boxeur di cui restano 15 minuti di vita reale." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 4 marzo 2011)
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